Considerazioni varie

  • Nel sito internet del Comune di Solignano vi è una apposita sezione dedicata all’attività dell’Osservatorio ambientale. Nell’introduzione si leggono le seguenti parole: “Attraverso la sottoscrizione di tale Protocollo d’Intesa, il Comune di Solignano e Laterlite S.p.A. condividono l’obiettivo, nel breve-medio periodo, di salvaguardare la qualità della vita, il territorio e lo sviluppo delle attività economiche, industriali, estrattive e produttive, applicando i principi stabiliti dalla direttiva 96/61 CE e richiamati nella legge regionale 21/04, le quali, attraverso un processo di Prevenzione e Controllo Integrato dell’inquinamento (IPPC), consentono un percorso di sviluppo sostenibile, attraverso il risparmio di materia, di energia e l’applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili e favoriscono la trasparenza e l’informazione al pubblico sulle attività in essere e sulle ricadute sull’ambiente e sulla salute pubblica.”
  • Il 18 maggio 2007 il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale, denunciando i rischi per la salute dei cittadini (di Rubbiano, Varano, Fornovo, Riccò, Ramiola e Felegara), derivanti dall’inquinamento della ditta Laterlite di Rubbiano (PR). Il Consigliere leghista ha sottolineato che le relazioni ARPA del 20 febbraio 2007 e del 26 aprile 2007, hanno evidenziato: “ …una prevalenza di sostanze mutagene che agiscono sul DNA” Nell’interrogazione il Consigliere Corradi ricorda che stabilimenti della Laterlite analoghi a quello di Rubbiano (PR); hanno generato gravi problemi alla salute degli abitanti delle zone circostanti, al punto che la Provincia di Chieti, alla richiesta della ditta di aumentare il quantitativo di rifiuti speciali destinato alla combustione nello stabilimento Lentella (CH), ha risposo che “…deve utilizzare nel processo produttivo combustibili eco-compatibili, con l’esclusione dell’impiego di rifiuti speciali pericolosi altamente tossici e nocivi alla salute ed all’ambiente”. Da ultimo, il Consigliere Roberto Corradi ha richiamato la recente sentenza penale citata dalla stampa in data 8 maggio 2007, con la quale i dirigenti dello stabilimento Laterlite di Bojano (CB), sono stati condannati per danno ambientale e lesioni volontarie alla salute dei cittadini, perchè “un’industria deputata alla produzione di argilla espansa in realtà era diventata un termocombustore di rifiuti pericolosi, tossici, ecotossici, teratogeni e cancerogeni, con l’avvallo della Regione Molise e dell’ARPA che avrebbero dovuto operare i controlli imposti dalla Legge.” Con l’atto ispettivo, il Consigliere Corradi ha chiesto alla Giunta se non trovi contraddittorie le considerazioni conclusive dell’ARPA di Parma , rispetto al risultato delle analisi effettuate dalla stessa ARPA; e se non ritenga che lo stabilimento Laterlite di Rubbiano (PR), al pari di quelli di Lentella (CH) e Bojano (CB); stante l’enorme utilizzo di rifiuti speciali, debba essere considerato a tutti gli effetti un termocombustore di rifiuti, assoggettandolo pertanto alla normativa vigente in materia di termocombustione di rifiuti pericolosi. Inoltre, il Consigliere leghista ha chiesto alla Giunta se, in ossequio al principio di precauzione, per meglio tutelare la salute dei cittadini, non ritenga utile intervenire affinché la Laterlite di Rubbiano (PR) torni a funzionare a gas metano; e quali iniziative urgenti intenda intraprendere per garantire la tutela della salute delle migliaia di cittadini facenti parte delle comunità di Rubbiano, Varano, Ramiola, Fornovo, Riccò e Felegara. Da ultimo, Corradi ha invitato la Giunta ad acquisire le motivazioni della sentenza penale del maggio 2007, che ha condannato la Laterlite di Bojano (CB) (in persona del direttore dello stabilimento), per danno ambientale e lesioni volontarie alla salute dei cittadini; al fine di verificare l’eventuale sussistenza di analoghi presupposti in ordine allo stabilimento Laterlite di Rubbiano (PR).
  • Nell’agosto 2010 il consigliere provinciale della Lega Nord Pier Angelo Ablondi ha presentato una ulteriore interrogazione alla Giunta provinciale denunciando nuovamente i potenziali rischi per la salute dei cittadini derivanti dall’inquinamento ambientale prodotto dll’attività della ditta Laterlite. L’interrrogazione riprende tutte le criticità ed i punti interrogativi (dai risultati dei test di mutagenesi allo spropositato utilizzo di rifiuti pericolosi in un’attività tuttora classificata come industriale) che negli anni si sono accumulati e mai sono stati affrontati e risolti in modo definitivo.
  • L’effetto e la persistenza delle emissioni inquinanti prodotte da Laterlite è spesso accentuato ed aggravato dal fenomeno meteorologico di inversione termica che si verifica nella zona di confluenza dei fiumi Taro e Ceno. Con il termine inversione termica si indica un particolare fenomeno o condizione del profilo termico verticale dell’atmosfera terrestre caratterizzata da un gradiente termico verticale invertito, cioè positivo, rispetto alla norma, negativo. In essa quindi la temperatura dello strato atmosferico coinvolto aumenta con la quota. Le inversioni termiche al suolo sono più frequenti e intense durante la stagione invernale e i periodi di alta pressione e scarsa circolazione dell’aria: nelle notti serene e con assenza di vento, a causa della rapida perdita di calore per irraggiamento degli strati prossimi al suolo, si forma un cuscinetto di aria gelida a basse quote. L’inversione termica genera uno strato fortemente stabile rispetto alla convezione limitando così ogni rimescolamento verticale. Lo scarso o nullo rimescolamento unito al raffreddamento favoriscono spesso la formazione di foschie dense, nebbie fitte e persistenti e/o smog nello strato d’aria fredda al suolo specie nelle grandi aree di conurbazione. E’ proprio con queste condizioni che si verificano infatti situazioni di forte inquinamento atmosferico e relative preoccupazioni per la salute pubblica.

MONITOREM
http://www.arpa.emr.it/monitorem/
http://www.arpa.emr.it/monitorem/azienda.php?ul=5

Dal 2008 è attiva una sezione del sito di ARPA dedicata al monitoraggio in continuo di alcuni impianti situati sul territorio della Provincia di Parma che provochino un impatto ambientale importante e che quindi abbiano dovuto acquisire l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Dalla premessa riportata da ARPA (Dal 13 maggio 2008, è possibile l´accesso al sito IPPC MonitoRem “Monitoraggio Remoto”, rete di monitoraggio sugli insediamenti produttivi IPPC (AIA – Autorizzazione Ambientale Integrata) della provincia di Parma nella forma autorizzata alla pubblicazione dai Gestori dei singoli impianti. Vengono riportati i dati di monitoraggio di parametri ambientali dei siti produttivi, richiesti nell´atto AIA, in conformità alle finalità del D.Lgs. 195/05 ed in attuazione di quanto disposto dal D.Lgs.n.59/05) si afferma in sostanza che vengono pubblicati solamente i dati autorizzati dal Gestore.

Sul sito in oggetto è possibile consultare le informazioni generali e la tipologia dell’attività svolta. Per quanto riguarda i dati di monitoraggio, sono consultabili i riepiloghi annuali in flussi emissivi (kg/anno) di alcuni inquinanti e le concentrazioni giornaliere degli stessi.

Risultano purtroppo completamente assenti, i valori del test annuale sulle diossine, sugli IPA e sulla reale quantità di rifiuti pericolosi inceneriti.

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