I test di mutagenesi

– Laterlite ottenne la prima Autorizzazione all’incenerimento di rifiuti pericolosi nell’anno 2000. In conseguenza dell’allarme ambientale generato nell’opinione pubblica nel 2005 si costituì un comitato di cittadini (Rubbiano per la Vita) che aveva l’obiettivo di contrastare questa grave pratica industriale. Il Comune di Solignano nei mesi successivi costituì un Osservatorio ambientale con la partecipazione di ARPA e della Provincia di Parma al fine di rispondere alle richieste dei cittadini che pretendevano chiarezza e trasparenza rispetto alla situazione di Laterlite ed alle emissioni prodotte.
– Nel 2006 l’Osservatorio commissiona ad ARPA un’indagine da effettuarsi su matrici ambientali per verificare la presenza di eventuale mutagenicità nelle stesse. I test di mutagenesi sono analisi genetiche utilizzate per verificare la capacità di indurre mutazioni genetiche da parte di agenti fisici o chimici; sono dunque usati per indicare la genotossicità di un agente. I test possono essere compiuti su cellule, tessuti o interi organismi. La capacità di provocare mutazioni è spesso associata alla capacità di provocare cancro: per questo molti test hanno lo scopo di valutare la cancerogenicità di un agente valutandone la mutagenicità. Bisogna però precisare che non tutti i mutageni sono anche cancerogeni (così come non tutti i cancerogeni sono mutageni).
– La “Relazione Tecnica” di ARPA del 20/02/2007 ha come oggetto: “esito del monitoraggio della mutagenicità di matrici ambientali (particolato atmosferico e suoli) prelevate nella zona circostante la ditta Laterlite e matrici di processo derivanti dall’attività della ditta stessa (acqua di condensa e materiale particellare prelevati a camino)”. La Relazione riporta i risultati delle analisi effettuate a seguito di due campagne di monitoraggio, la prima nel periodo maggio-giugno 2006, la seconda nel periodo novembre-dicembre 2006. Si riportano alcuni significativi stralci dalla relazione sui test di mutagenesi:
o Risultati delle analisi (campioni di particolato atmosferico) – pag.8 : “I campioni prelevati nel novembre 2006 sono risultati entrambi positivi in tutti i test… evidenziando una prevalenza di sostanze che agiscono sul DNA inducendo sostituzione di coppie di basi direttamente, senza essere state metabolizzate. Si evidenzia comunque anche la presenza di sostanze mutagene che provocano danni al DNA inducendo mutazioni puntiformi per inserzione o delezione di basi, che possono agire sia direttamente (mutageni diretti) che dopo essere state metabolizzate (pro mutageni) con una prevalenza delle prime.”
o Risultati delle analisi (campioni di terreno) – pag. 10 – 12 : “I campioni di suolo prelevati il 22 giugno 2006 sono risultati positivi in tutti i test, con l’eccezione del campione n. 8 che è risultato tossico. … evidenziando una prevalenza di sostanze mutagene che agiscono sul DNA direttamente, inducendo soprattutto mutazioni per inserzione o delezione… . Il campione che presenta mutagenicità maggiore rispetto agli altri.. è il n. 3, prelevato in zona di presunta ricaduta delle emissioni della Ditta Laterlite.” … “Nella seconda serie di prelievi (6 dicembre 2006) sono state apportare alcune piccole modifiche nella scelta dei punti di prelievo… . Anche i campioni prelevati in questo periodo sono risultati positivi in tutti i test…. Si evidenziano valori di mutagenicità maggiori in tutti i campioni prelevati a valle della ditta… .
o Risultati delle analisi (campioni di materiale particellare e di condensa prelevati a camino) – pag. 15 : “ Il campione di materiale particellare prelevato a camino è risultato positivo nei due test… Si evidenzia quindi in questa matrice la presenza di sostanze mutagene che provocano danni al DNA.. . Il campione di materiale particellare è risultato leggermente tossico… e questo potrebbe aver comportato una sottostima dell’effetto mutageno”.
“Il campione di acqua condensata è risultato negativo in tutti i test effettuati, .. presentando un effetto tossico sul ceppo TA100… e questo potrebbe aver in parte mascherato un eventuale effetto mutageno.”

Per verificare gli allarmanti risultati ottenuti durante le prime due campagne di campionamento, ARPA realizza nuove analisi nella primavera del 2007. La Relazione Tecnica del 26/04/2007 ha come oggetto: “esito del monitoraggio della mutagenicità dell’acqua di condensa e del materiale particellare prelevati al camino della Ditta Laterlite il 03 aprile 2007 da parte dei Tecnici di Arpa.” Nel testo è riportato quanto segue (all. 2):
o Pag. 3 – “Il campione di materiale particellare prelevato al camino è risultato positivo in tutti i test effettuati. …Si evidenzia in questa matrice la presenza di sostanze che inducono mutazioni… sia direttamente (mutageni diretti), che dopo essere state metabolizzate (protomutageni).”
“L’acqua di condensa è risultata positiva solo nel test condotto sul ceppo TA98,… evidenziando la presenza di sostanze che inducono mutazioni.”
o Pag. 5 – “Conclusioni: I risultati ottenuti, confermano la positività riscontrata nel precedente prelievo, pur con modifiche tecniche nella procedura di prelievo.”

– L’ARPA di Parma, conclude con questa considerazione: “I risultati ottenuti confermano la positività riscontrata nel precedente prelievo”, “Comunque, è da evidenziare il fatto che non si riscontra nelle matrici ambientali prelevate in tutte le zone di ricaduta delle emissioni della Ditta in oggetto un impatto ambientale da sostanze mutagene, direttamente riconducibili alle emissioni della Ditta stessa.”
– In sintesi, l’ARPA di Parma, dopo che tutti i referti avevano dato esito positivo (infatti, tutte le analisi hanno evidenziato la: “presenza di sostanze mutagene che agiscono sul DNA”) conclude la seconda relazione tecnica in modo assolutamente sorprendente e contraddittorio non individuando alcun nesso causale tra la mutagenicità diffusa sul territorio e le emissioni di Laterlite. Questo giudizio pare del tutto arbitrario tenendo in considerazioni che i maggiori valori di mutagenicità sono stati riscontrati sulle matrici prelevate al camino, presso il quale l’interferenza di altre sorgenti di inquinamento è da escludersi. Sinceramente non si riesce ad individuare su quali presupposti ARPA abbia ribaltato le indicazioni fornite dalle evidenze analitiche arrivando ad escludere la responsabilità di Laterlite rispetto ai dati di inquinamento diffuso.
– La positività al test nei dintorni di Laterlite (anche zone in aperta campagna) è paragonabile a quella misurata a Parma in viale Vittoria (sede stradale) e questo francamente risulta quantomeno allarmante, ma sono i valori riscontrati al camino, a destare le maggiori preoccupazioni, risultando circa ottanta volte superiori a quelli verificati sul particolato atmosferico.

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