Considerazioni generali

La Laterlitedi Rubbiano è uno dei 4 impianti del gruppo Laterlite S.p.A., la maggiore azienda italiana per la produzione di argilla espansa, partecipata al 33% dal Gruppo Buzzi Unicem, nota multinazionale del cemento. La ditta Laterlite S.p.A. è un impianto privato e svolge l’attività di produzione di argilla espansa utilizzando come combustibili prevalenti “reflui industriali costituiti da oli esausti ed emulsioni oleose esauste (rifiuti pericolosi)” – (AIA 2007 – punto A2 pag.3). L’autorizzazione permette a Laterlite l’utilizzo di quasi 65000 t/anno di rifiuti pericolosi.

 

A LIVELLO NAZIONALE LE AUTORIZZAZIONI PER L’INCENERIMENTO DI RIFIUTI PERICOLOSI AMMONTANO A CIRCA 140 MILA t/anno, LO STABILIMENTO LATERLITE DI RUBBIANO È IL PRIMO IMPIANTO PER QUANTITATIVI DI RIFIUTI PERICOLOSI AUTORIZZATI ED INCENERITI IN ITALIA. LE OLTRE 60 MILA TONNELLATE CHE VENGONO BRUCIATE A RUBBIANO OGNI ANNO COSTITUISCONO CIRCA IL 45% DEL TOTALE NAZIONALE.

 

Gli inceneritori (e quindi i co-inceneritori) rientrano nella prima classe di industrie insalubri di cui all’articolo 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265) e nell’elenco delle industrie insalubri di prima classe del decreto ministeriale 5 settmbre 1994 (lettera c: attività industriali, punto 14). Vista la classificazione, questo tipo di aziende dovrebbe avere una localizzazione “isolata” (dal testo unico leggi sanitarie). LA LATERLITE DI RUBBIANO È INVECE INSERITA IN UN CONTESTO TERRITORIALE ANTROPIZZATO E CARATTERIZZATO DA UNA TRADIZIONALE E STORICA VOCAZIONE RESIDENZIALE, AGRICOLA, RURALE, ARTIGIANALE. La zona di confluenza dei fiumi Taro e Ceno costituisce l’intersezione di due vallate votate alla qualità dell’ambiente, delle produzioni eno-gastronomiche ed alla valorizzazione del patrimonio ambientale quale volano per l’intera economia del territorio. A poche centinaia di metri da Laterlite sorgono uno degli stabilimenti produttivi di Barilla, nonché aziende agricole e zootecniche, agriturismi, caseifici e prosciuttifici. Il comune di Solignano e quelli limitrofi si trovano all’interno delle zone di produzione, definite nei rispettivi disciplinari, dei due più importanti prodotti tipici del territorio (Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano), prodotti su cui si basa la rinomata tradizione enogastronomica dei nostri territori. Sarà utile ricordare che tale disciplinare esclude le industrie insalubri di prima classe dal proprio territorio di produzione.

 

–          Laterlite brucia 20 diversi codici di rifiuti pericolosi per alimentare la combustione del proprio forno. A livello nazionale il decreto legislativo 152/2006 (testo unico ambientale), all’allegato I, definisce le “caratteristiche di pericolo per i rifiuti” (da H1 a H14). Molti dei 20 diversi codici di rifiuti pericolosi bruciati da Laterlite presentano le seguenti caratteristiche (tra parentesi sono indicate le definizioni riportate nel decreto stesso):

  • H6 Tossici (possono comportare rischi per la salute gravi, acuti o cronici e anche la morte);
  • H7 Cancerogeni (possono produrre il cancro o aumentare la frequenza);
  • H8 Corrosivi (a contatto con tessuti vivi possono esercitare su di essi un’azione distruttiva);
  • H10 Teratogeni (possono produrre malformazioni congenite o aumentarne la frequenza);
  • H11 Mutageni (possono produrre effetti generici ereditari o aumentare la frequenza).

Ad esempio le emulsioni contenenti composti clorurati (codice CER 130104) hanno codici di pericolosità H7, H10, H11 quindi sono al contempo cancerogeni, teratogeni e mutageni.

 

–          Entro il 12/12/2010 gli stati membri, tra cui anche l’Italia, devono recepire la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti. La nuova direttiva europea riporta la seguente gerarchia rispetto alle priorità da adottare nel trattamento dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio recupero energetico, smaltimento. Rispetto al trattamento dei rifiuti pericolosi riporta le seguenti linee guida: “Lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti pericolosi devono essere eseguiti in condizioni tali da garantire la protezione dell’ambiente e della salute umana. I rifiuti pericolosi non devono essere miscelati con altre categorie di rifiuti pericolosi ”.

 

–          Il plesso industriale della Laterlite è situato in adiacenza al centro abitato di Rubbiano ed allo stabilimento alimentare Barilla. Inoltre nel raggio di alcuni chilometri sono situati diversi centri abitati (Ramiola, Fornovo, Varano, Felegara, Riccò) sui quali ricadono gran parte degli inquinanti emessi dal camino. La ditta Laterlite è situata all’interno dell’area SIC-ZPS Medio Taro (sito Rete Natura 2000). Natura 2000 è una rete europea di “siti di interesse comunitario“, creata per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati dell’Unione europea.

I siti appartenenti alla Rete Natura 2000 sono considerati di grande valore in quanto habitat naturali, in virtù di eccezionali esemplari di fauna e flora ospitati. La costituzione della rete ha l’obiettivo di preservare le specie e gli habitat per i quali i siti sono stati identificati, tenendo in considerazione le esigenze economiche, sociali e culturali regionali in una logica di sviluppo sostenibile. Mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine di queste specie e habitat e mira a svolgere un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell’Unione Europea.

 

–          Gli impianti di coincenerimento di rifiuti pericolosi (direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti) producono alcuni tra gli inquinanti ritenuti più pericolosi per la salute umana e dannosi per l’ambiente, tra cui: ossidi di azoto, ossidi di zolfo, nanopolveri e particolato, diossine, furani, metalli pesanti, acido cloridrico, acido fluoridrico, idrocarburi policiclici aromatici (IPA). È ormai scientificamente appurato che, nonostante esistano limiti arbitrariamente stabiliti dal legislatore nazionale e/o comunitario, per sostanze come gli IPA e le diossine non esistono ragionevoli livelli di sicurezza al di sotto dei quali esse non provochino danni alla salute umana ed all’ambiente. Queste sostanze sono pericolose e cancerogene in qualsiasi concentrazione siano esse presenti, l’incremento della concentrazione e la continuità all’esposizione, ne rende ovviamente più acuto l’effetto.

 

–          Per quanto riguarda le emissioni inquinanti, questi impianti sono dotati di sistemi di abbattimento che dovrebbero garantirne un rilascio ridotto, anche se permangono dei dubbi sull’effettiva efficacia della misurazione di tale impatto, poichè le altissime temperature (anche superiori ai 1.000°) utilizzate nel processo di combustione producono nanoparticelle finissime che sfuggono al controllo. Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponible sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti (particolato) con diametro inferiore ai 2,5 nanometri: è questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento “sconosciuto” (i misuratori di particelle inquinanti arrivano a misurare solo diametri superiori), che desta allarme presso i cittadini e la comunità scientifica. Come dimostrato da una letteratura scientifica ormai corposa, la pericolosità (gli effetti mutageni e cancerogeni) delle nanoparticelle è direttamente proporzionale alla diminuzione della loro dimensione. Quindi il particolato ultrafine (pm 1, pm 0.1, ecc) risulta essere infinitamente più aggressivo e pericoloso, ma la legislazione vigente non ne considera il monitoraggio.

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